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Il chiostro e il convento di San Francesco di Piazza Armerina Enna Sicilia nel antico quartiere Monte.
Il convento dei francescani conventuali di Piazza Armerina sembra sia stato fondato dopo il 1392, quando i frati furono costretti a lasciare il loro convento precedente per consentire al suo posto la costruzione del nuovo castello reale (lâattuale Castello Aragonese).
I conventuali vennero indennizzati con lâassegnazione di alcuni proventi, nonché dellâarea e delle fabbriche del vecchio âCastrum Regineâ, posto nellâestremità settentrionale del colle Mira a guardia della sottostante valle Rocca e della Castellina.
Nel 1580 la famiglia francescana era composta da quattro sacerdoti, due diaconi e tre novizi. Scrive lo storico locale Alceste Roccella: âDal 1605 al 1644 per zelo del Guardiano Padre Maestro Ludovico Bonaccolti nobile piazzese fu dalla parte australe del cenobio costruito il maestoso tempio col sontuoso campanile che tuttora si vedono e lâantica chiesa [lâautore si riferisce alla chiesetta del Castrum lasciata allâinterno del convento] fu convertita in sacrestia e nella parte soprastante in dormitorio.
Nella parte occidentale allargato il convento, fu decorato da vasto peristilio con belle colonne di pietra silicea e vasto serbatoio di acqua nel centroâ.
Se ne può dunque dedurre che, durante la seconda metà del â600, viene realizzato lâimpianto planimetrico del convento.
Unâimportante attività di ampliamento del convento è rappresentata dalla lunga manica settentrionale che prospetta sulla Via Cavour, costruita probabilmente alla fine del secolo XVII.
Nel secolo successivo, invece, viene costruita la facciata della chiesa che il vescovo piazzese Matteo Trigona inaugura nel 1742 (come si ricava da una iscrizione posta accanto alla porta).
Nel 1866, a causa della soppressione delle Corporazioni religiose, il convento viene assegnato al Comune che lo trasforma a sede dellâOspedale civico âM. Chiello e Vespasiano Trigonaâ (1870).
Con i lavori di adeguamento a struttura ospedaliera lâintero edificio subisce radicali ed estese modifiche e adattamenti: gli antichi ambienti vengono sconvolti da diversi e pesanti ristrutturazioni e sopraelevazioni.
Lâospedale âMichele Chielloâ, ciononostante, non è in grado di garantire unâadeguata offerta ospedaliera. Già alla fine degli anni Settanta i locali risultano insufficienti e inadatti ad ospitare nuovi e più moderni servizi sanitari e, nel biennio 1998-2000, viene trasferito nella nuova struttura nosocomiale costruita a nord della città.
Il complesso edilizio cade in disuso ed è sottoposto, soprattutto lâex convento, ad un lento e progressivo degrado che si aggrava nel luglio 2005 quando un atto vandalico sottrae quattro capitelli, danneggiando le colonne monolitiche e le volte di copertura dei portici del chiostro. Alla fine del mese di febbraio 2014 la ditta Impresa ESSE I s.r.l. di Regalbuto consegnava lâedificio.
Alla fine del mese di gennaio 2015 è avvenuto il trasferimento dellâEpiscopio e della Curia Vescovile dagli storici locali di via La Bella nel nuovo Episcopio di piano Fedele Calarco 1, attiguo alla Cattedrale e al Museo diocesano.
